Marco Stolfo, La mê lenghe e sune il rock (e no dome chel)

Marco Stolfo, La mê lenghe e sune il rock (e no dome chel). Friûl, Europe, Udine, Informazione friulana, 2011

IL FRIULANO: UNA LINGUA ROCK (E NON SOLO)
Una delle manifestazioni più interessanti dell’esistenza, della resistenza e della vitalità culturale del Friuli è costituita dalla produzione musicale in lingua friulana. A partire dagli anni Settanta, con il Canzoniere popolare di Aiello, il Canzoniere Friulano, il Povolâr Ensemble e la Sedon Salvadie, emergono nuove modalità di utilizzo del friulano in musica: canzone di protesta, canzone d’autore, folk revival. Le scosse del terremoto del 1976 e quelle di dimensioni planetarie del punk, della new wave, dell’hip hop e del crollo del muro di Berlino fanno il resto: nel 1980 comincia a trasmettere Onde Furlane, emittente radiofonica che è fortemente friulana e altrettanto musicale, qualche anno più tardi nasce il ‘Premi Friûl’ e nel 1989 esce Usmis, la «riviste par gnovis culturis furlanis e planetariis», attorno alla quale si coagula l’unico movimento controculturale originale nato all’interno della cultura friulana dopo gli anni della contestazione. Nel frattempo arrivano Lino Straulino, i Frclap, i Mitili FLK, gli Inzirli, che dimostrano che è possibile usare il friulano per per cantare con tutto e di tutto. Da allora si inizia a parlare di «gnove musiche furlane»: un fermento di creatività in lingua friulana che prosegue ancora oggi, tra l’agropunk in continua evoluzione degli Arbe Garbe e l’hip hop di DLH Posse e Carnicats, la canzone d’autore declinata con stili e attitudini diverse da Luigi Maieron, Aldo Giavitto, Ennio Zampa, Loris Vescovo e Renzo Stefanutti, le rime e le vibes di DJ Tubet e R-esistence in Dub, il jazz da esportazione di Glauco Venier e il rock variamente ruspante, contaminato e furioso di Bande Tzingare, Luna e un Quarto, Orchestra Cortile, Ulisse e i Ciclopi e Mig 29 over Disneyland.

NON SOLO FRIULI, NON SOLO FRIULANO, NON SOLO MUSICA
Marco Stolfo, con un approccio multidisciplinare che abbraccia anche storia, politica, società, diritti linguistici, letteratura e tutela delle minoranze, raccoglie dati, informazioni, riferimenti e testimonianze e ripercorre le origini e lo sviluppo di questa situazione in movimento. Il risultato è un quadro multicolore nel quale non trova posto solo la musica contemporanea in friulano, ma anche il Friuli sloveno e germanico e le espressioni musicali, dagli anni Sessanta ad oggi, di una serie di altre minoranze e nazionalità europee, dall’Occitania alla Sardegna, dal Paese Basco alla Corsica, da Galles e Scozia a Frisia e Paesi Catalani, dai Sami del circolo polare artico a Grecanici e Albanesi dell’Italia meridionale.

Un complesso di lingue, ritmi e suoni che comprende la «nova cançó catalana» e il punk celtico, la rilettura moderna del joik – il canto tradizonale della Lapponia – e il «rock radikal» basco, il raggamuffin occitano dei Massilia Sound System e il rock bravù della Galizia, le polifonie corse e il pop tropicalista ladino, in cui si specchiano affermazioni di identità, rivendicazioni di diritti, ricononoscimento e tutela, istanze di autogoverno e azioni positive di normalizzazione linguistica.

Un libro che in base ad ascolti, letture ed interviste con musicisti, operatori e giornalisti – il bretone Alan Stivell il basco Fermin Muguruza (Kortatu, Negu Gorriak e altri progetti più recenti), il catalano Xavi Sarrià (Obrint Pas), il frisone Onno Falkena (Liet International e Omrop Fryslân), il ladino Fabio Chiocchetti (direttore dell’Istituto ladino di Fassa e coinvolto personalmente nei progetti musicali Marascogn e Encresciadum), i sardi Frantziscu “Arrogalla” Medda (Bentesoi e Baska), Enzo Saporito (Keneze Neke, KNA e Tzoku) e Giacomo Serreli (giornalista di Videolina e presidente del Comitato scientifico della Fondazione “Maria Carta”), gli occitani Moussu Tatou (di Massilia Sound System e Moussu T e lei Jovents), Sergio Berardo (Lou Dalfin), Alex Rapa (Gai Saber) e Stefano Degioanni (Lou Seriol), i friulani Arbe Garbe, Lino Straulino, DJ Tubet, Giulio Venier, Leo Virgili e Alessandra Kersevan – racconta di parole, ritmi, melodie, dischi, gruppi e solisti e propone riflessioni, valutazioni e idee.

La mê lenghe e sune il rock (e no dome chel). Friûl, Europe è un libro bilingue – scritto in friulano e in italiano – pubblicato da Informazione Friulana – Radio Onde Furlane con la collaborazione diretta della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia – Direzione centrale Cultura (L.R. 1/2005, art. 5, c. 131 e s.m.i.). Per saperne di più: www.ondefurlane.eu.
La prefazione è firmata da Luigi Gregoris dell’Università degli studi di Udine.

UN LIBRO DA LEGGERE E UN CD DA ASCOLTARE
Un lavoro di ricerca, documentazione e divulgazione, non solo da leggere ma anche da ascoltare. Al volume, infatti, è allegato un cd con una selezione della musica friulana più nuova e più forte e assaggi di quella cantata in sardo, sloveno, occitano, tedesco, ladino e albanese e con due anteprime. Si tratta dei brani “Ionco di lanfur” e “La Maquina Enfernala” estratti dai nuovi album di prossima pubblicazione dei friulani Pantan e degli occitani Lou Seriol. Il Friuli friulano è rappresentato da X4U, progetto pionieristico di musica elettronica par furlan datato 1992, Mitili FLK (alle prese con “Un Soldatin” del Povolâr Ensemble: un doppio classico!), Inzirli, Croz Sclizzâz, Arbe Garbe, Kosovni Odpadki, Bande Tzingare, DLH Posse, Dek Ill Ceesa, R-esistence in Dub, Luna e un Quarto, Orchestra Cortile. C’è però spazio anche per il Friuli sloveno e germanico con i BK Evolution e il progetto Tischlbong, per il rock arbëreshe dei Peppa Marriti Band, il rock jazz ladino degli Encresciadum e i sardi Bentesoi e Askra, presenti rispettivamente con un brano in sardo dal titolo in inglese (“Born Here”) e una versione bilingue sardo-friulano di “Tu tramontis”, canzone friulana del Settecento già cavallo di battaglia di Frclap e Mitili FLK.

L’AUTORE
Marco Stolfo è un viaggia(u)tore babelico. Giornalista, saggista, e operatore culturale, si è laureato in Scienze politiche ed è dottore di ricerca in Storia del federalismo e dell’unità europea. Tutela delle minoranze, politiche linguistiche, migrazioni, musica e interculturalità sono i principali temi oggetto della sua attività professionale e di ricerca. Su questi argomenti ha scritto articoli, saggi e monografie, tra cui Lingue minoritarie e unità europea. La ‘Carta di Strasburgo’ del 1981 (Milano, 2005), Viaç in Europe. Ocitanie (Tumieç/Udin, 2006), Minoranze linguistiche. Radici e prospettive europee della Legge 482/1999 (Udine, 2007) e Si ses europeu, faedda in sardu. Sardigna, Itàlia, Europa (Ghilarza, 2009), e ha curato le raccolte Il Tratât di Lisbone. Argoments e documents pe integrazion europeane / Il Trattato di Lisbona. Argomenti e documenti per l’integrazione europea (Glemone/Udin, 2010) e Lenghis minoritariis e produzion audiovisive in Europe / Minority languages and audiovisual production in Europe (Udin, 2008). In gioventù si occupato a lungo di radio e di ‘musica di base’ (per altezza, diviso due) a Torino e in Friuli.

Dj Tubet feat Larson - Ricordi di un’estate

Il mio angolo di paradiso, narrato a video in una continua variazione di ritmo tra le immagini lampo del sogno, il vortice del risveglio, e il lento sfogliare del ricordo.

Ricordi di un’estate, è una traccia rappata in francese, italiano e friulano contenente gli echi delle vacanze estive a Nimis, un piccolo paese in provincia di Udine.

Registrata e masterizzata da Dj Tubet a Nimis (it)
Prodotta e Mixata da Larson a Domont (fr)

Video by Clabax

Album Art
[Flash 9 is required to listen to audio.]

Una playlist contenente canzoni reggae dub e hip hop in lingua friulana e italiana.
Alcune di esse sono uscite sotto 3 diverse etichette: Redd Army ,Alambic Conspiracy & Musiche Furlane Fuarte.

TitleDj Tubet : Canzoni

Solo 1 b​-​boy feat. Dj Tubet

Dedico questa traccia a tutti a tutti quelli che han vissuto il movimento hip hop di seconda generazione…quelli che avevano 16 anni almeno 10 anni fa…;-)

La canzone “Solo 1 b​-​boy” esce per le produzioni di Vest’O  nel numero 6 di Opposable Thumbs: UP! 


http://vestobeat.bandcamp.com/track/solo-1-b-boy-feat-dj-tubet


Vocals: Dj TubetSolo 1 b-boy
Autore : Dj Tubet
Compositore : Peter David Medley

Ricordo che scivola attraverso quegli anni
piumini e visiere sui tuoi attaccapanni
golden era al di là degli affanni
per avere uno stile passan un tot di compleanni
ascolti dischi non sei hip hop head
provavo col rap e la break facevo tag e anche scratch
Bambaataa , Kool Herc e Grand Master Flash
a confronto SXM mi sembrava piu fresh
b-boy locali per strada fuori dai locali
ci becchevamo alle jam senza aver cellulari
party con tutti e 4 gli elementi culturali
pochi MC su poche buone strumentali
paura prima di entrare nel cerchio di chi ne sa
mic check gusto dopa al sole queste le jam a quell’età
scarpe con i fat laces giro ancora con i baggies
tu hai i jeans cosi stretti che mi sembrano dei leggings

Rit (x2)
io non sono ciò che pensi non sono ciò che vuoi
sono ciò che suono e sono solo 1 b-boy
non sono ciò che pensi non sono ciò che vuoi
sono ciò che suono e sono solo 1 b-boy

In edicola compravo Aelle, nelle jam le fanzine
silicone sulle felpe per girare in backspin
Yo! MTV Raps freestyle e i vari clips
hai le gazzelle ai piedi se hai visto Beat Street
Hip Hop Italian Special e One-two One-two
registrate sui tape per farli durare di più
rap industria suckerate senza flow
è una presa per il culo come un minstrel show
ritorno al buon gusto come i Next di
tipo gli OTR con ce n’è su TMC
ora che tutto e regolare tipo Nate Dogg e Warren G
vorrei capelli di lana con le maschere da sci
se non sai cosa rappresenti cazzo fai l’MC
tu che l’hip hop pensi sia un genere come l’R&B
fabbricante di felicità lascio il mio tempo qui
un vero artista muore sul palco come Judge Dread

Rit (x2)
io non sono ciò che pensi non sono ciò che vuoi
sono ciò che suono e sono solo 1 b-boy
non sono ciò che pensi non sono ciò che vuoi
sono ciò che suono e sono solo 1 b-boy
credits from Opposable Thumbs: UP! Vol. 6, released 18 October 2011
Vocals recorded by Dj Tubet @ his house (UD)

Dj Tubet sul telegiornale di Telefriuli

Reportage di Telefriuli sul concerto per il tagliamento organizzato da arca e Radio onde furlane,si sono esibiti in quella giornata Bande Tzingare, Straulino Fedele & Vescovo, dj Tubet, Mad men blues, Fabian Riz, Canzonîr di Dael, Cimel live, Nosisà, Carantan, Renzo Stefanutti ensemble & Maurizio Mattiuzza e l’Orchestra cortile.


2 ore di freestyle in un unica sessione mattutina

Una mattina mi son svegliato ed ho deciso di raccontare un po’ la mia esperienza in rima nella mia lingua (il friulano) e di non spegnere il pc in registrazione finchè non mi fosse mancata l’ispirazione…il risultato una sessione casalinga e tranquilla di freestyle in friulano di 1 ora 51 minuti e 38 sec…

Ed ecco a voi i link per ascoltare la filosofia tubettica e per seguirne passo passo l’esperimento

download

http://soundcloud.com/djtubet/dj-tubet-1-lunc-discors

RAP&CANNELLONI: Intervista a DJ TUBET

Splendida intervista molto precisa e dettagliata senza mancare del giusto tocco di inonia, a cura del collettivo legamedimassacrew direttamente da Lamezia Terme a piu di 1000 km di distanza da dove vi scrivo…

qua sotto il link per consultarla

http://legamedimassacrew.wordpress.com/2011/09/09/08-rapcannelloni-intervista-a-dj-tubet/

buona lettura/ascolto

bella

Dj Tubet - Bianconeri (Alè Udin) , in omaggio alla mitica Udinese Calcio testo e traduzioni della canzone

Con grande piacere voglio condividere con voi le liriche in italiano e lingua friulana in omaggio alla mitica Udinese Calcio scritte sulla base di Black and Yellow di W. Khalifa per ripercorrere le tappe più gloriose e significative della storia delle nostre zebrette..

Free download del brano :
www.soundcloud.com/djtubet

youtube video:

http://www.youtube.com/watch?v=P4oLF1vA6LY

Liriche tradotte in italiano

Dj Tubet - Bianconeri (Alè Udin)

Yeah ah ha
tu sai quel che dico
yeah ah ha
Bianconeri Bianconeri Bianconeri Bianconeri

rit

Yeah ah ha
tu sai quel che dico
arrivano qua da ogni paese
yeah ah ha
nello stadio si ritrovano
tribune e curva nord cantano
più di 100 anni di storia Coppa Uefa e Champions League
alè Udin alè Udin alè Udin alè Udin
i capocannonieri è da anni che son qui
Bianconeri Bianconeri Bianconeri Bianconeri


Cent’anni non son mica pochi
tutto il Friuli va al Friuli quando in Friuli giochi
Pozzo tieni sempre aperti gli occhi
e fai valere giocatori fino a prima ignoti
invidi i nostri bomber? mettiti in fila
rulliamo la tua squadra senza i soldi del Milan
reginetta delle provinciali
Zico, Bierhoff ,Di Natale ,Udinese senza pari
343 in quelle stagioni
Coppa Uefa terzo posto e Alberto Zaccheroni
ma con Guidolin il sogno si ripete
in Champions tutti fieri di essere Zebbrette

rit

Siamo L’Udinese che vince quando nasceva il calcio
nel 1896 ma sotto un altra federazione
tu urla alè Udin come dice la canzone
intanto che i ricordi rotolano nel cuoio del pallone
anni in cui la Coppa Italia ci scivola per un goal
nello Stadio Moretti l’effetto di un popolo in un urlo solo
negli anni 50 secondo posto anni 90 terzo posto
Udine in casa e in trasferta in serie A resiste.

Rit

Contento per la Coppa Intertoto vinta nel 2000
Udine d’ora in poi il tuo limite è il cielo
simbolo di friulanità per i friulani che non vivono più qua
quando sei in Uefa non basta la voce per urlare
tutto il tuo pubblico è orgoglioso dal tranquillo all’euforico
la domenica nello stadio non vuole la tessera del tifoso
tifo caldo ma nel terzo tempo ti da tutto il suo rispetto
Udinese esulta come Sosa arrampicato sulla rete

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in lingua originale:

Dj Tubet - Bianconeri (Alè Udin)

yeah ah ha

Tu sas ce co dîs

yeah ah ha

blanc e neri blanc e neri

Bianconeri Bianconeri

rit

yeah ah ha

tu sas ce co dîs

e vegnin ju ca di ogni pais

yeah ah ha

tal stadio si cjatin

laterâi e curve nord e cjantin

più di 100 anni di storia Coppa Uefa e Champions League

ale Udin ale Udin ale Udin ale Udin

i capocannonieri è da anni che son qui

Cent’anni non son mica pochi

tutto il Friuli va al Friuli quando in Friuli giochi

Pozzo tieni sempre aperti gli occhi

e fai valere giocatori fino a prima ignoti

invidi i nostri bomber? mettiti in fila

rulliamo la tua squadra senza i soldi del Milan

reginetta delle provinciali

Zico, Bierhoff ,Di Natale ,Udinese senza pari

343 in quelle stagioni

Coppa Uefa terzo posto e Alberto Zaccheroni

ma con Guidolin il sogno si ripete

(dopo Spalletti ,Guidolin un sogno si ripete)

in Champions siam tutti fieri di essere Zebbrette

rit

sin l’Udin cal vinç di cuant cal nasseve il balon

tal 1896 ma sot un altre federazion

tu sberle ale Udin come che dîs la cjançon

intant che i ricuarts e rodolin tal corean dal balon

agns in cui le cope Italie nus sbrise par un goal

tal stadi moret l’efiet dal popul in tun urlo sol

tai agns 50 secont puest agns 90 secont puest

Udin a cjase e tal forest in serie ca che resist

rit

Content pe cope intertoto vinçude la 2000

Udin di cumò indevant il to limit al è il cîl

simbul di furlanie ancje pai furlans che no vivin ca

cuant che tu vâs in uefa no baste le vôs par sberlà

dut il to public al è braurôs dal trancuîl al scjaldinôs

che la domenie al va in stadio e nol vûl le tessare dal tifôs

tif cjalt ma tal tierç timp ti da dut il so rispiet

l’Udin content come Sosa rimpinat parsore de ret

Dj Tubet - Spiritualitât ft. Federico Missio Pezzo tratto dalle sessions di “Jeve” dei Dlh Posse, anno 2007 (testi del brano)

Dj Tubet - Spiritualitât ft. Federico Missio è un provino inedito registrato dai Dlh Posse durante la preproduzione di “Anime Rosse” ma non fu mai pubblicata dal gruppo.Questo “street mix” è stato registrato e prodotto da C-Sal/ReddKaa,rappato da Dj Tubet e suonato nelle parti di saxofono da Federico Missio .( Reddarmy -1 jan 2007)

è possibile ascoltarlo al seguente link:

http://www.youtube.com/watch?v=IukYhXm1-z0

di segiuto la traduzione e il testo in originale

Traduzione in italiano delle liriche

Dj Tubet — Spiritualità

La vita insegna alla stupidità delle nostra intelligenza / se pensi di aver ragione pazienza
senza l’essenza che ci guida / siamo asini in un guscio di confusione / davvero
il buono è un cattivo che vorrebbe mettere ordine in un mondo poco pulito / in fondo / se aiutasse più spesso se stesso sarebbe già arrivato al suo traguardo /
alla fonte del fiume che scorre attraverso l’uomo / fintanto che ho le mie energie non le spreco ne nelle cantilene ne nelle bestemmie / non corro dietro al buio delle profezie / cerco di realizzare quel che dico / i miei giorni sono fiamme per le fiabe sulla realtà / paura? eppure / ti svegli con nuove novità / ma dai per scontato / che alle stelle più belle non serve pubblicità / ragazzo ora che il mio diamante è grande / che senso ha pesarlo mostrarlo spiegarlo / banalizzarlo per inserirlo in una teoria che lasci la scia nel niente di una filosofia / la mia via è fuori dalla banalità, ho fame di spiritualità.

Rit x 2
chi sono io chi sarò? Cerco un po’ di calma in questo degheio / chi sono io chi sarò?non lo do per scontato / ho fame di spiritualità

Spesso la parabola più efficace non esce neanche a messa / un bambino poco cresciuto ha percepito tutto / di un fuoco che arde nel giaccio di un cuore senza lacci / nessuna lingua / può definire il suono del suo cercare attuale / nemmeno un idea di un Dio primordiale / può rinchiuderlo e rinnegarlo nella confusione di una religione / e per fortune che non lo professa troppo alla massa
il calore per l’amore dell’intero universo lo rende diverso / e questo lo infastidisce / è al di là del bene e del male come Nietzsche / ogni ferita passata è guarita da una cicatrice / la calma è l’unica redentrice della sua salma / nessuna montagna cerca di essere cosi maestosa / resto fermo nella mia immobilità / mi conduce un ronzio nell’oblio della luce / è come una campana che suona lontano
i santi conoscono quel bel suono di campanelli / è uno dei suoni più belli / ma è nascosto,ho fame di spiritualità. /

Rit x 2 …
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Testo in originale:

Dj Tubet - Spiritualitât

La vite e dimostre le stupiditât de nestre inteligjence / se tu as pensat di ve reson pazience
cence l’essence che nus fas di mestre / e son mus dentri dal scus de confusion / pardabon / il bon al è chel trist che nol resist a meti a puest chest mont poc mont / in font / sal judas plui spes se stes sarês giâ insom / te font dal flum cal scor dentri dal om / fintramai che o ai energjiis no lis buti vie ni tes litaniis ni te risis / cun cûr no cor daur al scûr des profeziis / o cir di realizà ce co dîs
i miei dîs / son flamis pes flabis su la realtât / pôre epûr / tu jevis cun gnovis gnovis / ma tu das par scontat / che a lis stelis plui bielis no si fas publicitat / frutat cumò che il me diamant al è grant
ce sens aial pesâlu mostrâlu spiegâlu / banalizâlu par inserîlu tune teorie che lâsi le scie tal nie di une filosofie / le me vie je fûr de banalitât jo o ai fan di spiritualitât.

Rit x2 …

cui soio jo cui saraio? un cir un poc di calme in chest degheio / cui soio jo cui saraio? jo no lu doi par scontat / jo o ai fan di spiritualitât

Spes le parabule plui spese no jes nancje a messe / un frut poc cressût al a capît dut / di un fûc cal art tal glaç di un cûr cence laç / nissun lengaç / al po definî il sun dal so ciri atuâl / ni une idee di un Dio primordiâl / po sierâlu e rinegâlu te confusion di une religjon / e di bon che no lu professe masse e masse / il calôr pal amôr dal intier univiers al è chel a ridilu diviers / e chest lu sticie
al è al di là dal ben a mal come Nietzsche / ogni feride pasade je guaride di une cicatrize / la calme je l’uniche redentrice de so salme / nissune montagne si inzegne di ve che maestât / o resti stantio te me imobilitât / mi condûs un ronzio tal oblio de lus / je come une cjampane che sune lontan
i sants e san di chel biel sun di campanei / al è un dai suns plui biei / ma al è platat / jo o ai fan di spiritualitât.

Rit x2 …

Intervista a Dj Tubet (pt7):Che cosa vuol dire per te rappresentare?

“Parte 7 della trascrizione originale dell’intervista che tempo fà mi aveva fatto Alberto Pelus.. ” Tubet

A: Che cosa vuol dire per te rappresentare?

T: L’ho già detto un po’ prima. “Represent represent, già so già sai” diceva qualcun altro. Le tre parole d’ordine che ho conosciuto dall’inizio del movimento erano tre: respect, represent e keep it real. Era un po’ l’etica dell’emcing, ogni arte aveva la sua etica, no? Insomma sappiamo il writer, il breaker … l’mc, quello che io ho capito all’inizio dagli altri che un po’ avevano fatto prima di me, un poì da solo, erano queste tre robe. Però il vero significato di cosa significa rappresentare l’ho capito con gli anni dopo, perché non era tanto ben chiaro,visto che gli mc appunto avevano 10 anni di distanza. Il mio gruppo preferito era A Tribe Called Quest, diceva Neffa: “so che viene da lontano, pace alla Zulu Nation, Afrika Bambaataa”. Ecco, la Zulu Nation è la prima roba che ho conosciuto anche io, a livello di termini, ma non si capiva bene cosa voleva dire quella cosa l,ì ho potuto capirlo anni dopo, per cui il concetto di represent era una parola d’ordine, era la parola chiave come diceva appunto Neffa. Difatti: “se capisci capisci, non do altre spiegazioni, il mio messaggio è a senso unico”, diceva Ice one, nel 94. Era l’intendere questo represent e non è che lo capivimolto quando iniziavi; qual’era il tuo ruolo, non lo potevi capire, sapevi che era questo dicta, tu rappresenti. “Io rappresento per l’hip-hop con le rime in italiano” diceva Neffa, ma adesso riesco a dare valore a quelle parole, all’epoca non capivi cosa voleva dire veramente. Perché le città erano anni luce, tanti anni separate. Quindi quello che capivi, lo capivi da un giornale che arrivava in  edicola e che lo conoscevi comunque 6 o 7 anni dopo da quando era partito e tiarrivava che era già scaduto, era già il mese dopo. Quindi non riuscivi a sapere dove erano le feste, lo sapevi in ritardo, non riuscivi ad avere i contatti col movimento, e non c’era gente che ne sapeva più di te. Quelli che hanno iniziato prima di me hanno iniziato a rappare ma a capire la cultura più o meno eravamo li, perché non c’era nessuno che poi in queste zone si è spinto a conoscere le altre zone italiane. Tutte le periferie hanno ragionato un poì così, perché le jam in Italia erano poche, erano grandi e chi ci andava? Ci andavi solo se avevi il livello; se avevi appena iniziato non andavi ad una jam dove c’erano i più mostri di break, di quello, di quell’altro, non avevi i soldi, non sapevi neanche come andare, come prendere una metropolitana, quindi eri tagliato fuori per anni. Ed eri dieci anni indietro quando iniziavi, quello che arrivava in tv era ormai gente che da 15 anni rappava, come li prendevi? Quindi cosa significa per me rappresentare, significa portare fuori il linguaggio, i problemi della tua quotidianità ma della tua comunità, un po’ occuparsi quasi in senso politico, in senso lato, non in senso politico stretto.

A: Cosa ne pensi dell’appropriazione del linguaggio hip-hop da parte della cultura mainstream o di altre subculture.

T: Penso che è inevitabile, ma penso che sia difficile da capire come per noi era difficile capire quando iniziavamo. La parola era difficile da capire perché la parola nasconde dietro un concetto, quindi nasconde dietro un comportamento, quindi una cultura, per noi era difficile capirla, adesso che l’abbiamo capita ci troviamo che, sfortunatamente, queste parole d’ordine e queste parole chiave girano per mano di bocche che sono l’opposto di quello che era il significato stesso, e quindi non hanno più valore, non hanno più senso. E quindi la sfida è ormai non tanto nella cultura, perché la cultura hip-hop ormai non esiste più come è partita. Ormai ogni disciplina è una cultura hip-hop a se stante, ed è un arcipelago di culture e contatti, ormai la lingua è talmente in movimento, lo slang è talmente in movimento che se la tenga pure il mainstream, tanto ormai i linguaggi sono velocissimi, anche i generi sono velocissimi nella loro modificazione, quindi non c’ quella staticit che è à c’era quando abbiamo iniziato, perché i media non sono più gli stessi, non ci sono le videocassette ed i giornali; ci sono i blog e quindi la cosa viaggia molto più veloce. Quindi che l’abbiano i media a me dispiace, ma tanto quello che hanno i media non è l’hip-hop che io so di conoscere, non possono avere il concetto che la mia generazione possiede, e la mia generazione hip-hop fa fatica a riconoscersi e a far comprendere quali erano e quali dovrebbero essere ancora i valori alla nuova generazione hip-hop. lo stesso mcing è cambiato, è importante la sfida, è importante l’insulto, non è importante tanto la ricerca linguistica, è importante l’efficacia, è importante la spacconeria, quindi è tutto capovolto. Per quello ce l’ha il mainstream, quando diventa così diffuso, diventa l’opposto del suo significato. Quindi tocca e toccherà a chi è dentro, più o meno dentro, ridisegnare le cose, e questo sta già succedendo.

A: Cosa pensi del linguaggio hip-hop delle nuove generazioni

T: Eh, è che non è solo il linguaggio, è il vestito, è il modo di porsi, che sta diventando un patrimonio comune. Anche una certa arroganza, che nell’hip-hop era diciamo l’autodifesa, la sfida era la crescita per il cambiamento, adesso è l’affermazione sociale in senso arrogante: non valgo non se non rappresento la mia comunità e se non ho un mio stile e un mio slang, non valgo se non sono visibile, se non ho tanti click su Youtube. Quindi tutto è la visibilità, anche nell’hip-hop. Tutto è stravolto, per darsi una visibilità adesso si deve andare con i pantaloni stretti e non con i pantaloni larghi, per cui cosa ne penso che c’è nelle nuove generazioni? Mi fa arrabbiare ma come ho detto prima non ci sono più i valori della mia generazione e quindi io continuo a rappresentare la mia generazione, a cercare i vestiti ormai quasi introvabili della mia epoca, a recuperare i vinili e la conoscenza che non ho ancora della mia epoca, con i libri di cui abbiamo discusso e a far rivivere nel mio esempio ancora la mia epoca, cercando il contatto con l’epoca nuova per vedere dove sta andando l’hip-hop, per essere sempre un tramite veicolare. È bello che l’abbiano tutti, mi piacerebbe che qualcuno rimanesse coi vecchi valori, e qualcuno c’è ancora di old school, per poter fare un punto di collegamento, per poter approfondire i termini. Perché altrimenti li facciamo patrimonio di tutti ma manca poi il significato culturale, manca poi l’esempio culturale. Allora poi diventano termini di tutti, ma sono la tag in un blog, non hanno più lo spessore della parola. Il rap è nato per dare dignità alla parola, il ruolo dell’mc è dare dignità alla parola. Ormai tutto è fretta, tutto è veloce, tutto è cambiamento, ma il rap ha fissato le parole; l’importanza la coscienza di un mc che conia nuove parole deve essere quello di dare dignit à alla parola, il nostro ruolo è questo. E quindi che l’abbiano le nuove generazioni va bene, è un punto di dialogo per approfondire nuovamente il discorso, forse per reinventare termini, forse per approfondirli, ma non per perdere dignità alla parola, non per lasciare che le parole siano dei suoni di accesso comune senza niente dietro, perché sarebbe la morte di tutto lo sforzo culturale di questa generazione hip-hop, sarebbe lo sforzo dell’old school andato perso per niente. Ecco, questo mi dispiacerebbe, e io spero che quelli che la sentono come me, che hanno approfondito negli anni il discorso, siano in grado domani di essere ancora credibili, di essere capiti e di poter avere uno scambio. Ok, tu sei un mc da battaglia, mi insegni questa cosa, io ti insegno le mie cose, insieme facciamo vedere tutti i lati della cultura, perché una volta l’hip-hop era più diversificato, adesso essendo più di patrimonio comune è più standardizzato, nei termini, in tutto, e quindi quasi quasi, per avere un’originalità bisogna capire da dove si è partiti. Quindi conoscere i termini, e l’amore che si approfondisce, deve passare attraverso i costumi; per me è irresistibile sapere qualcosa dell’old school, è irresistibile immaginarmi cosa vivevano queste persone… .

È questo il ruolo del rappresent, essere quello che hai studiato, quello che vorresti, quello che la tua comunità ti ha insegnato e ti ha regalato, sostanzialmente, lo sforzo della tua comunità. Sei eletto nella tua comunità senza voti.

A: O ti auto eleggi per rappresentare la tua comunità

T: In realtà ti auto eleggi, ti arroghi il diritto di essere eletto, ma se hai uno slang, uno stile sai quello che fai, i voti li hai.

A: qualche definizione tecnica di tecnica rap.

T: varia come per i breaker, capire i passi, per gli mc capire come chiamare le cose, o come forse qualcuno le ha già chiamate, o cosa significa quello o quell’altra tecnica Cmq al dil delgi stili metrici e musicali la rappata un flow cio un flusso à è ò di parole come queste cadono scorrono sul beat, contenuto: il tema del pezzo puo essere story telling se segue una storia o ego trip se segue un viaggio mentale…e in fine delivery cioè l’interpretazione quasi a livello di teatro style…quindi respirazione toni di voce ecc..