Dj Tubet trionfa a Suns e conquista la finale Ue

Sono i R.esistence in dub, con il brano Fieste, ad aggiudicarsi il premio del pubblico nella seconda edizione di Suns , il festival della canzone in lingua minoritaria organizzato dall’Arlef (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane) in collaborazione con il Comune e la Provincia di Udine, la cooperativa Il Campo e Radio Onde Furlane, che ha avuto il suo epilogo finale sabato sera al teatro palamostre di Udine. Con Stefan Casalta, cantautore córso, che ha vinto il premio della giuria tecnica internazionale, la formazione reggae-dub, che propone testi rigorosamente in lingua friulana, si è aggiudicata la possibilità di partecipare al Liet International , la rassegna musicale in lingue regionali piú importante d’Europa, che si terrà il 27 novembre prossimo a Lorient in Bretagna. Fieste , ha spiegato l’Mc (la voce nell’espressione gergale di questo genere musicale) Dj Tubet dei R.esistence in dub, è un brano che invita a ribellarsi «contro chi ha paura che la gente si incontri anche solo per far festa e fa sí che un certo tipo di circoli e locali chiuda chissà per quale motivo quando invece non si parla mai, a esempio, di chiusura degli stadi». Nel corso della serata, presentata da Michele Polo e Mojra Bearzot, la formazione friulana, attiva dal 2006, si è confrontata con altri otto fra gruppi musicali e cantautori in rappresentanza di diverse lingue parlate in Italia e nei paesi limitrofi. Primo a esibirsi Pascal Gamboni, cantante e chitarrista, che ha proposto il brano Co voi oz cun te (come stai?) in romancio, la lingua parlata in alcuni territori del cantone svizzero dei Grigioni affine al ladino e al friulano. Ancora in friulano, invece, il testo di in fors del gruppo rock Pantan. Nell’essenziale composizione chitarra, basso e batteria la voce graffiante di Ivan Moda ha cantato il triste e necessario abbandono dei paesi di montagna verso il lavoro delle città della pianura. Le caratteristiche sonorità della lingua sarda, hanno poi caratterizzato la canzone Trèmini (termini), della formazione Bentesoi: musica elettronica lo-fi, 8 bit, unita agli splendidi vocalizzi della cantante Claudia che, cosí come l’uso di strumenti tipici quali scacciapensieri e zufolo pastorale, richiamano la tradizione popolare folclorica dell’isola. Premiate dalla giuria, ma un po’ a sorpresa, solo con il secondo posto, si sono quindi esibite le Ganes (già sotto contratto con l’etichetta Sony/Bmg) formazione tutta al femminile composta dalle due sorelle Shuen al violino e dalla la cugina Maria alla chitarra. Con il brano Motivaziun le tre ragazze de La Valle in Sud Tirol, hanno presentato in ladino la loro particolare commistione fra musica pop e vocalizzi soul. Nel dialetto sloveno della Carinzia austriaca invece si sono esibiti i Bališ, che hanno reinterpretato con le loro tipiche sonorità del rock degli anni 70 un brano del 1938 scritto in memoria del primo sloveno vittima del regime nazista. Epic-metal e testo in lingua sarda è stato il mix esplosivo dei giovani Shardana, quarta formazione in concorso, che per la prima volta hanno presentato la loro Sa Battalla (la Battaglia) , fuori dalla loro regione. I Lou Seriol, dalla provincia di Cuneo, invece, hanno proposto il loro folk-rock in lingua occitana con la canzone Zigodon che nella tradizione di quei luoghi è una strega che mette i bastoni tra le ruote dei viaggiatori. Molto apprezzato, infine, il cantautore córso Stefan Casalta, come testimonia il premio della giuria tecnica: con la sua chitarra a dodici corde ha cantato Albasgia (Bravura) in cui descrive, mescolando world music a interferenze della tradizione, la condizione del poeta. In chiusura la breve session del pianista jazz di Gradisca di Sedegliano Glauco Venier che ha interpretato con straordinaria sensibilità alcuni brani popolari. Secondo Venier, infatti, i musicisti «sono al servizio di qualcosa che esiste già, la bravura sta nel reinterpretarlo per restituirlo al pubblico». Antonio Banchig ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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