La prima intervista/opinione su Fabri Fibra in rima apparsa sui giornali

Riporto l’articolo intervista apparso pochi giorni fa sul quotidiano Il Messaggero Veneto

Fibra, sfida al Carnera a colpi di parole
Dj Tubet: sa ancora metterci tutti in crisi

Fabri Fibra, il rapper di riferimento sulla scena italiana sarà venerdì al palasport Carnera per un concerto-happening giocato sul ritmo e sulle parole. Biglietti ai punti vendita Azalea Promotion, Box Office e online su ticketone.it «C’è sempre qualcosa di nuovo da dire. Scrivere mi è sempre servito anche per risolvere i miei conflitti personali, infatti c’è un po’ di autoanalisi nei miei testi. Ci si trova sempre a ripensare ai proprio “scazzi” e rifletterci aiuta ad avere una posizione piú critica. Ma questo processo non si esaurisce mai. Noi stessi cambiamo e molto spesso cambiano le persone che ci stanno attorno, la creatività risiede proprio in queste cose. Poi ci sono periodi della mia esistenza dove mi sento piú al centro dell’attenzione, quasi osservato, mentre in altri momenti nessuno ti prende in considerazione. Questo passare dalla luce all’ombra è sempre una fonte di ispirazione». È quanto ha sostenuto recentemente in un’intervista Fabri Fibra (alias Fabrizio Tarducci, 1976, Senigallia), il rapper italiano di riferimento, che venerdí, alle 21.30, sarà a Udine per un concerto evento al palasport Carnera. Il mondo friulano del rap non mancherà all’appuntamento, come testimonia Dj Tubet, il capofila in regione, con il quale introduciamo il pubblico alla conoscenza di Fibra e dell’universo rap in Friuli Vg. Naturalmente alle domande Mauro Tubetti ci risponde rigorosamente in rima, da buon rapper.
Il mondo friulano del rap come accoglie Fabri Fibra? «Ciò che ci porterà per mano al Carnera/sarà la curiosità di-versi, a Udine una sera/attrarrà persone al di là della generazione/Controcultura tra puro rap ed evoluzione/la scena friulana compatta tra il pubblico/comprano biglietti prenotati da subito/la differenza tra noi e lui e loro/è che qua si arranca se manca il lavoro».
È vero che rappresenta un’avanguardia? «Dieci anni fa era molto piú ricercato complicato/piú inaccessibile a un grande mercato/la sfida di un artista è metter in crisi se stesso/ribaltando logiche accendendo il successo/in anticipo sui gusti e sulle conoscenze/questa è la sua avanguardia al di là delle apparenze». I rapper lo considerano autentico, sincero, originale? «Lo considero originale, scrive con poche parole/non so se è sincero con se stesso o se tira “sole”/il successo spesso ci rende persone troppo sole/passi dal buio pesto presto a giornate di sole/un rapper che si dica tale per me non è banale/contro tutti, contro il mondo, anche se fa male/ nessun sogno è troppo grande, me lo insegna B.I.G./ Ma quel sogno si avvera e ti giudicheran da lí».
Uno come Fabri Fibra ha aperto la strada al pubblico del rap, si può ancora considerare un apripista o è un classico del genere? «Un apripista che mostra il rap come va fatto/ ma c’è poca libertà per chi sta sotto contratto/ora lo sento piú libero almeno cosí credo/l’hip hop migliora se stessi e questo lo vedo».
Quali altri meriti ha, se ne ha? «Di non aver diluito il rap in altri generi musicali/per cercar fette di mercato piú commerciali». Dal punto di vista dell’impegno sociale e politico, quanto ha pesato il ruolo di Fibra, se ha pesato? «Il lato impegnato perdura/da quanto ne so dall’ultimo album
Controcultura/ ora i 99 Posse ora si sono riformati/ Frankie hi nrg continua sulla linea con testi impegnati/ esprimo il disagio, ma non vivo vizi affini/ in italiano mi conoscono per il pezzo anti Gelmini». C’è qualche pezzo memorabile di Fabri che interpretereste o avete interpretato? C’è qualche parola guida che è rimasta in mente del suo repertorio? «Nel rap non si fan cover come tra i cantautori/eppure canterei “Vip in tip” fino ad andar fuori:/ “Piú sogni e meno fai, piú fai e meno sogni/ Prima lo si impara, poi “Pa pa para para pa pa para”».
Una panoramica velocissima sul mondo del rap friulano. Oltre a Dj Tubet quali sono gli altri protagonisti della scena, quelli che portano un contributo di originalità al genere? «Lo sai io spingo da anni il freestyle/ Gorizia ci vizia con Giuann Shaddai/vecchie e nuove guardie in friulano si sono mosse/dai Carnicats ai R.esistence in dub ai Dlh Posse/mischiando l’elettronica con un buon rap/Fulvio Romanin e il suo progetto Madrac/nuove leve e vecchi nomi da Udine tribú/Zona Est, Bq Ram e Primo impatto crew».
Avete mai pensato a un live aid o a una sorta di Woodstock del rap da promuovere in Friuli magari proprio invitando e coinvolgendo uno come Fabri Fibra? «L’avevamo fatto nel 2008 o giú di lí/all’interno di Innovaction con Ente Fiera ed Mtv/ci starebbe in piena un grande evento/forse abbiam paura della crisi tira brutto vento/manca il coraggio d’investire senza business/noi che eravamo la patria del Rototom Sunsplash».
Un messaggio per Fabri: cosa gli potrebbe mandare a dire il popolo friulano del rap? «Ci piacerebbe poter confrontarci/sui nostri diversi percorsi parlarsi». L’appuntamento per tutti, rapper e no, è per venerdí al Carnera.
Tecla De Roberti
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