Intervista a Dj Tubet (pt3) :Parliamo del gergo hip-hop. Come entravi a contatto con le parole di questo gergo, sia in italiano che in inglese? a quel tempo come si trasmetteva la parola?
“Parte 3 della trascrizione originale dell’intervista che tempo fà mi aveva fatto Alberto Pelus.. ” Tubet
A: Parliamo del gergo hip-hop. Come entravi a contatto con le parole di questo gergo, sia in italiano che in inglese? a quel tempo come si trasmetteva la parola?
T: Beh, la prima ondata, che io non ho conosciuto ma Passion si, cioè l’epoca delle posse, stava già finendo quando è nata la mia posse. Le prime posse rappavano in inglese e qualche pezzo l’ho sentito anche io ma più tardi. Difatti, anche il primo Kaos reppava in inglese. Il primo slang che si è diffuso nell’hip-hop della mia epoca che tutti sapevano era lo slang di Neffa: bella li, ballotta, guaglione, questi vocaboli un po’ tra il meridionale ed il bolognese.
E anche lo slang di Lou X era molto forte, all’epoca; infatti tanti mc si ispiravano a questi due, anche in regione. Era difficilissimo che un mc non iniziasse dicendo bella li o non dicesse guaglione in un testo, ti veniva naturale da tanto che ascoltavi ‘ste cose. Il linguaggio invece appartenente alle varie discipline era noto, ma non si capiva bene da che cosa derivava semanticamente..
Si conosceva l’idea di jam, cosa significava, ma anche il termine block party l’ho sentito molti anni dopo. Tutti i termini di writing si conoscevano, tutti taggavano, lo slang girava, però c’era molta confusione, sull’origine dei termini, sul perché, sul per come delle cose. Specie dei termini foundation propri della cultura. Calcola che i passi venivano storpiati in italiano, il footwork diventava quattro cantoni… io lo chiamavo così all’inizio perché erano i quattro angoli che facevi o le quattro posizioni della pancia. Il windmill diventava “wimming”, perche non si capiva l’inglese.
A: Il “parainglese”…
T: Oppure “girandola”, “elicottero”, le cose arrivavano in maniera un po’ deformata.
A: L’appropirazione del lingaggio, lo dovevi reinventare per necessità…
T: Anche perchè non c’era la diffusione, a parte Aelle, che trattava poco é il linguaggio: lo capivi leggendo, però non c’erano dizionari dei termini. Inoltre, in Italia quegli anni, nessuno capiva niente di slang, per dirla vera, quindi non si riusciva a decifrare i testi. Perché non c’erano neanche i testi in giro, mi ricordo che c’era una leggenda su un contest dei Bone Thugs n Harmony che se riuscivi a capire le parole del loro extrabeat vincevi dei cd. Quindi eravamo all’epoca quasi al livello di non capire le parole. Quindi era tutto confuso. Calcola che però era la prima moda giovanile alternativa che usciva dal tempo degli hippy, quindi erano tutti che avevano i pantaloni larghi, ma quelli che facevano erano pochi. Non era come adesso che c’è l’emo ecc. Era finito il movimento punk, diciamo, ed era subentrato quello hiphop. Infatti, nei centri sociali, dal punk si sono spostati sul rap ecc. Come adesso che dal rap passano al reggae o la dub, però era l’unica cosa che avevi di alternativo, quindi coinvolgeva veramente una generazione. E si conoscevano all’epoca tutte e 4 le discipline, cioè sapere la differenza tra hip-hop e rap, quello si, era basilare, cioè lo sapevi, i fondamentali c’erano e c’era anche il foundation culturale, che adesso non c’è. Le prime cose che sono servite a far conoscere la cultura più che altro erano i mixtape, e le videocassette di Mixmen, i primi reportage di esa su tutto il movimento. Facevano reportage sulle jam anche estere, sui breaker, sulle sfide di mc, sui writer. Trovi qualcosa su Youtube, adesso se cerchi Mixmen. Qualche roba così arrivava, qualche vecchia videocassetta di break, ridoppiata, con mille strisce bianche, arrivava. Però era era molto scuro il movimento degli mc, come riuscissero a fare certe robe, anche a livello di produzioni, non si capiva un cazzo; mentre il writing era più decifrabile (perché c’erano molte fanzine di writing) e la break per via delle videocassette. Infatti qua in Friuli, break e writing hanno avuto un livello ufo mentre per l’emcing, a parte appunto io che mi sono dedicato al freestyle, o qualcuno che è stato più nel classico(Giuann), non è uscito realmente alcun mc da qua all’epoca. Come da altre zone piccole. Tanto meno beat maker, insomma. Anche perché l’hip-hop si fermava in Veneto. Perché il Friuli già ha tanta strada per arrivare in Veneto, nessuno girava all’epoca: c’erano Seca che era il più old school qua e Nashir, breaker di Trieste, che però già all’epoca faceva lo spogliarellista, aveva già mollato. L’EAD a Padova era ferma, stava la, il movimento di Trieste appunto Seca e dj Cue che già all’epoca avevano un mixtape, una cassettina, un demo ad alto livello (dj Cue eran 15 anni che faceva il dj) comunque se ne stavano fermi. E quindi non giravano. Gli unici che giravano erano appunto Shocca, Mista, i Centro 13, per cui se non avevi contatti con il Veneto, non avevi contatti con l’hip-hop.
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postato da djtubet