Intervista a Dj Tubet (pt6): Poi c’è stato il rinnegamento del periodo posse da parte di chi voleva fare hip-hop, perché lo vedevano come un capitolo italiano politicizzato.

“Parte 6 della trascrizione originale dell’intervista che tempo fà mi aveva fatto Alberto Pelus.. ” Tubet

A: Poi c’è stato il rinnegamento del periodo posse da parte di chi voleva fare hip-hop, perché lo vedevano come un capitolo italiano politicizzato.

T: In realtà, quello che non si è mai capito, è che i primi che hanno parlato sulla musica, registrati ed andati in classifica erano dj giamaicani; prima di questo errore discografico che ha dato origine alla base, non esisteva il concetto di parlare sopra la musica, perché i dj parlavano fra un pezzo e l’altro con un solo giradischi. Il primo dj hip-hop, Kool Herc, che ha inventato l’utilizzo di due giradischi, ha fatto quello che faceva in Giamaica, soltanto col funky, per cui dicono che l’hip-hop è afro americano. Ma prima di quelle cose parlavano già sulla musica. Ad esempio Muhammed Ali, un esempio prima ancora il talkin blues, prima di queste cose c’erano espressioni di comunità afro americana che centravano con la poesia, poeti come i Last Poets, o anche i playing the dozens. Questo si vede nel documentario fighissimo “Freestyle the art of Rhyming”. Anche lì dicono, e non lo dico io, ma lo dice appunto il breaker Crazy Legs, che deriva dal toasting, dal dj style giamaicano. Quindi, il fatto di non aver capito ed il dover sdoganare la politica, ha sdoganato però il punto importante lessicale espressivo che è la vicinanza tra il giamaicano e l’americano, che è sempre stato e ci deve essere, perché non è mai stata una cosa separata; solo che i movimenti vanno e vengono riscoprendo questa cosa. Tutto ha a che fare con le migrazioni, non si capiscono le origini dei termini perch tutto sempre é è stato in movimento. Mettere il primo paletto dipende dalla filosofia, a che luogo vuoi guardare. Anche il ruolo dei latini è sempre stato bistrattato, ma in realtà c’è sempre stato, anche a livello lessicale.

A: Il ruolo dei latini è importante, io lo conosco per la break, ma per quanto riguarda il lessico generale?

T: Bisogna guardare su “Yes Yes Y’all”, mi sembra che parlasse anche di latini nelle feste e nei gruppi rap di allora…

A: Può darsi.

T: Non mi ricordo se ne parlano in quel libro però alla fine i latini c’erano anche nelle produzioni americane… i Mean Machine, uno dei primi gruppi rap latini, incisero un rap spanignlish per l’etichetta dei SugarHill. Negli anni 80. Questa cosa si vede negli anni novanta, più che altro. Fenomeni di massa come i Cypress Hill subito dopo Kid Frost hanno portato alla ribalta lo Spanenglish. Questa cosa c’è anche a livello underground…i Beatnuts , Big Pun , Tony Touch che è anche dentro la Rock Steady Crew e Immortal Technique un mc dal piglio militante..

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