Domani sera sarò ospite in contemporanea di due trasmissioni televisive su Free tv e Rai 3 bis

Mercoledi 11 la sera(domani) ospite di due trasmissioni televisive su Free tv e su Rai 3 bis. - QUELLO CHE CI HANNO RUBATO (il silenzio); con me angelo Floramo e Piero Sidoti; ospite in studio GIANFRANCO PASQUINO; ospiti esterni: CLAUDIO MORETTI, DANIEL SAMBA, GIUSEPPE MATTIUSSI, MAURIZIO MATTIUZZA, FEDERICO SCRIDEL E DJ TUBET!
ore 20.50 rai tre bis digitale terrestre 103

contemporaneamente

in diretta su Free Tv per Udinese - Roma con i freestyle a incursione libera durante la trasmissione ricca di ospiti tra cui Sdrindule. DT canali: 17 (Fvg) e 644 (Veneto). Diretta nazionale, sulla piattaforma Sky, canale 513 Internet streaming: http://www.t-vision.it/live-free.html

buona visione


Solo 1 b​-​boy feat. Dj Tubet

Dedico questa traccia a tutti a tutti quelli che han vissuto il movimento hip hop di seconda generazione…quelli che avevano 16 anni almeno 10 anni fa…;-)

La canzone “Solo 1 b​-​boy” esce per le produzioni di Vest’O  nel numero 6 di Opposable Thumbs: UP! 


http://vestobeat.bandcamp.com/track/solo-1-b-boy-feat-dj-tubet


Vocals: Dj TubetSolo 1 b-boy
Autore : Dj Tubet
Compositore : Peter David Medley

Ricordo che scivola attraverso quegli anni
piumini e visiere sui tuoi attaccapanni
golden era al di là degli affanni
per avere uno stile passan un tot di compleanni
ascolti dischi non sei hip hop head
provavo col rap e la break facevo tag e anche scratch
Bambaataa , Kool Herc e Grand Master Flash
a confronto SXM mi sembrava piu fresh
b-boy locali per strada fuori dai locali
ci becchevamo alle jam senza aver cellulari
party con tutti e 4 gli elementi culturali
pochi MC su poche buone strumentali
paura prima di entrare nel cerchio di chi ne sa
mic check gusto dopa al sole queste le jam a quell’età
scarpe con i fat laces giro ancora con i baggies
tu hai i jeans cosi stretti che mi sembrano dei leggings

Rit (x2)
io non sono ciò che pensi non sono ciò che vuoi
sono ciò che suono e sono solo 1 b-boy
non sono ciò che pensi non sono ciò che vuoi
sono ciò che suono e sono solo 1 b-boy

In edicola compravo Aelle, nelle jam le fanzine
silicone sulle felpe per girare in backspin
Yo! MTV Raps freestyle e i vari clips
hai le gazzelle ai piedi se hai visto Beat Street
Hip Hop Italian Special e One-two One-two
registrate sui tape per farli durare di più
rap industria suckerate senza flow
è una presa per il culo come un minstrel show
ritorno al buon gusto come i Next di
tipo gli OTR con ce n’è su TMC
ora che tutto e regolare tipo Nate Dogg e Warren G
vorrei capelli di lana con le maschere da sci
se non sai cosa rappresenti cazzo fai l’MC
tu che l’hip hop pensi sia un genere come l’R&B
fabbricante di felicità lascio il mio tempo qui
un vero artista muore sul palco come Judge Dread

Rit (x2)
io non sono ciò che pensi non sono ciò che vuoi
sono ciò che suono e sono solo 1 b-boy
non sono ciò che pensi non sono ciò che vuoi
sono ciò che suono e sono solo 1 b-boy
credits from Opposable Thumbs: UP! Vol. 6, released 18 October 2011
Vocals recorded by Dj Tubet @ his house (UD)

2 ore di freestyle in un unica sessione mattutina

Una mattina mi son svegliato ed ho deciso di raccontare un po’ la mia esperienza in rima nella mia lingua (il friulano) e di non spegnere il pc in registrazione finchè non mi fosse mancata l’ispirazione…il risultato una sessione casalinga e tranquilla di freestyle in friulano di 1 ora 51 minuti e 38 sec…

Ed ecco a voi i link per ascoltare la filosofia tubettica e per seguirne passo passo l’esperimento

download

http://soundcloud.com/djtubet/dj-tubet-1-lunc-discors

Intervista a Dj Tubet (pt3) :Parliamo del gergo hip-hop. Come entravi a contatto con le parole di questo gergo, sia in italiano che in inglese? a quel tempo come si trasmetteva la parola?

“Parte 3 della trascrizione originale dell’intervista che tempo fà mi aveva fatto Alberto Pelus.. ” Tubet

A: Parliamo del gergo hip-hop. Come entravi a contatto con le parole di questo gergo, sia in italiano che in inglese? a quel tempo come si trasmetteva la parola?

T: Beh, la prima ondata, che io non ho conosciuto ma Passion si, cioè l’epoca delle posse, stava già finendo quando è nata la mia posse. Le prime posse rappavano in inglese e qualche pezzo l’ho sentito anche io ma più tardi. Difatti, anche il primo Kaos reppava in inglese. Il primo slang che si è diffuso nell’hip-hop della mia epoca che tutti sapevano era lo slang di Neffa: bella li, ballotta, guaglione, questi vocaboli un po’ tra il meridionale ed il bolognese.

E anche lo slang di Lou X era molto forte, all’epoca; infatti tanti mc si ispiravano a questi due,  anche in regione. Era difficilissimo che un mc non iniziasse dicendo bella li o non dicesse  guaglione in un testo, ti veniva naturale da tanto che ascoltavi ‘ste cose. Il linguaggio invece appartenente alle varie discipline era noto, ma non si capiva bene da che cosa derivava  semanticamente..

Si conosceva l’idea di jam, cosa significava, ma anche il termine block party l’ho sentito molti anni dopo. Tutti i termini di writing si conoscevano, tutti taggavano, lo slang girava, però c’era molta confusione, sull’origine dei termini, sul perché, sul per come delle cose. Specie dei termini foundation propri della cultura. Calcola che i passi venivano storpiati in italiano, il footwork diventava quattro cantoni… io lo chiamavo così all’inizio perché erano i quattro angoli che facevi o le quattro posizioni della pancia. Il windmill diventava “wimming”, perche non si capiva l’inglese.

A: Il “parainglese”…

T: Oppure “girandola”, “elicottero”, le cose arrivavano in maniera un po’ deformata.

A: L’appropirazione del lingaggio, lo dovevi reinventare per necessità…

T: Anche perchè non c’era la diffusione, a parte Aelle, che trattava poco é il linguaggio: lo capivi leggendo, però non c’erano dizionari dei termini. Inoltre, in Italia quegli anni, nessuno capiva niente di slang, per dirla vera, quindi non si riusciva a decifrare i testi. Perché non c’erano neanche i testi in giro, mi ricordo che c’era una leggenda su un contest dei Bone Thugs n Harmony che se riuscivi a capire le parole del loro extrabeat vincevi dei cd. Quindi eravamo all’epoca quasi al livello di non capire le parole. Quindi era tutto confuso. Calcola che però era la prima moda giovanile alternativa che usciva dal tempo degli hippy, quindi erano tutti che avevano i pantaloni larghi, ma quelli che facevano erano pochi. Non era come adesso che c’è l’emo ecc. Era finito il movimento punk, diciamo, ed era subentrato quello hiphop. Infatti, nei centri sociali, dal punk si sono spostati sul rap ecc. Come adesso che dal rap passano al reggae o la dub, però era l’unica cosa che avevi di alternativo, quindi coinvolgeva veramente una generazione. E si conoscevano all’epoca tutte e 4 le discipline, cioè sapere la differenza tra hip-hop e rap, quello si, era basilare, cioè lo sapevi, i fondamentali c’erano e c’era anche il foundation culturale, che adesso non c’è. Le prime cose che sono servite a far conoscere la cultura più che altro erano i mixtape, e le videocassette di Mixmen, i primi reportage di esa su tutto il movimento. Facevano reportage sulle jam anche estere, sui breaker, sulle sfide di mc, sui writer. Trovi qualcosa su Youtube, adesso se cerchi Mixmen. Qualche roba così arrivava, qualche vecchia videocassetta di break, ridoppiata, con mille strisce bianche, arrivava. Però era era molto scuro il movimento degli mc, come riuscissero a fare certe robe, anche a livello di produzioni, non si capiva un cazzo; mentre il writing era più decifrabile (perché c’erano molte fanzine di writing) e la break per via delle videocassette. Infatti qua in Friuli, break e writing hanno avuto un livello ufo mentre per l’emcing, a parte appunto io che mi sono dedicato al freestyle, o qualcuno che è stato più nel classico(Giuann), non è uscito realmente alcun mc da qua all’epoca. Come da altre zone piccole. Tanto meno beat maker, insomma. Anche perché l’hip-hop si fermava in Veneto. Perché il Friuli già ha tanta strada per arrivare in Veneto, nessuno girava all’epoca: c’erano Seca che era il più old school qua e Nashir, breaker di Trieste, che però già all’epoca faceva lo spogliarellista, aveva già mollato. L’EAD a Padova era ferma, stava la, il movimento di Trieste appunto Seca e dj Cue che già all’epoca avevano un mixtape, una cassettina, un demo ad alto livello (dj Cue eran 15 anni che faceva il dj) comunque se ne stavano fermi. E quindi non giravano. Gli unici che giravano erano appunto Shocca, Mista, i Centro 13, per cui se non avevi contatti con il Veneto, non avevi contatti con l’hip-hop.

Giovedì 17/02/2011 al Teatro Nuovo Giovanni da Udine i “Soft rap trio” interpretano “Il Misantropo”

All’interno di OraDiTeatro giovedì 17 febbraio 2011 dalle ore 9.00 alle 12.00   al  Teatro Nuovo Giovanni da Udine ci sarà un incontro pensato per le scuole superiori di Udine e provincia a vivere il Teatro Nuovo Giovanni da Udine come un luogo di formazione, un’aula scolastica decentrata, con comode poltrone al posto dei banchi e nello zaino la disponibilità a farsi condurre nel mondo magico della illusione teatrale.     

Iin questa occasione il “Soft rap trio” formato da DjTubet, Andrea Casaccio e Franco Feruglio improvviserà musicalmente il  Misantropo di Molière…
   
  IL MISANTROPO
Fare una commedia tra farsa e tragedia
Annamaria Cecconi docente di letteratura poetica e drammatica, Conservatorio di Alessandria

“Il misantropo”, libere associazioni a partire dal testo
Ambra Cusin  psicoanalista, Società Psicoanalitica Italiana, Trieste

Intervallo

Atrabilioso risuonato
Soft Rap Trio: Dj Tubet rapper, Andrea Casaccio chitarra, Franco Feruglio contrabbasso

Intervista agli attori dello spettacolo

info:

http://www.teatroudine.it/teatroudine/index.jsp?idPagina=60

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DjTubet, Andrea Casaccio e Franco Feruglio inaugurano con questo concerto una nuova formazione “Soft rap trio” . Nelle intenzioni e nella loro ricerca c’è l’idea di un linguaggio Rap fondato sulla tradizione, ma rivisitato su sonorità delicate, tipiche della musica cameristica classica.                

MARI AGHE diventa un libro edito da Kappa Vu

Sono felicissimo di annunciarvi che è uscito il libro contenente il testo teatrale Mari Aghe di Franca Mainardis con le filastrocche di Dj Tubet e l’adattamento teatrale di Daniela Zorzini.Il libro edito da Kappa Vu in  in lingua friulana e traduzione italiana a fronte racchiude il testo integrale dello spettacolo Mari Aghecurato dall’ Associazione Teatrale Friulana e promosso dal Teatro Nuovo Giovanni da Udine all’interno del progetto Sipari Furlan e recentemente inserito nel cartellone delle proposte teatrali per le Sante Feste è sostenuto dall’Ert /Teatro&Scuola  e dal  Laboratorio Regionale di Educazione Ambientale dell’Arpa Fvg. 

Lo spettacolo oltre che esser stato premiato come miglior testo per ragazzi nel 2006 è stata la rappresentazione teatrale per ragazzi che con il maggior numero di spettatori per replica in Italia.

Il libro pubblicato grazie a un contributo della Banca Popolare di Cividale vede racchiudere in se molti enti e anime che da sempre lavorano per la valorizzazione della lingua friulana e contiene anche la descrione di un’importante iniziativa legata alla rappresentazione teatrale di Mari Aghe per cura dell’associazione Friulixcapoverde...

Il libro lo potete ordinare presso la Kappa Vu direttamente da questo link:

http://www.kappavu.it/catalog/product_info.php?cPath=53&products_id=322

non mi resta che augurarvi buona lettura

lasciandovi un piccolo indizio sulla trama di Mari Aghe

È primavera e non piove da mesi.
Nel prato i fiori assetati chiedono a gran voce un po’ d’acqua. Mari Aghe corre in aiuto del prato assieme ai suoi figli Nuvoletta di nebbia, Chicco di grandine, Fiocco di neve, Spruzzatina di brina e Gocciolina di pioggia. Ma non basta. Sarà il vento di scirocco a dissetare il prato: con il suo calore muta in acqua e in pioggia la neve, la grandine, la nebbia, la brina. Una storia che insegna l’importanza di rinunciare a qualcosa di sé per donarla agli altri, che insieme si può fare molto e che la gratitudine è la più bella delle virtù.

Dj Tubet trionfa a Suns e conquista la finale Ue

Sono i R.esistence in dub, con il brano Fieste, ad aggiudicarsi il premio del pubblico nella seconda edizione di Suns , il festival della canzone in lingua minoritaria organizzato dall’Arlef (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane) in collaborazione con il Comune e la Provincia di Udine, la cooperativa Il Campo e Radio Onde Furlane, che ha avuto il suo epilogo finale sabato sera al teatro palamostre di Udine. Con Stefan Casalta, cantautore córso, che ha vinto il premio della giuria tecnica internazionale, la formazione reggae-dub, che propone testi rigorosamente in lingua friulana, si è aggiudicata la possibilità di partecipare al Liet International , la rassegna musicale in lingue regionali piú importante d’Europa, che si terrà il 27 novembre prossimo a Lorient in Bretagna. Fieste , ha spiegato l’Mc (la voce nell’espressione gergale di questo genere musicale) Dj Tubet dei R.esistence in dub, è un brano che invita a ribellarsi «contro chi ha paura che la gente si incontri anche solo per far festa e fa sí che un certo tipo di circoli e locali chiuda chissà per quale motivo quando invece non si parla mai, a esempio, di chiusura degli stadi». Nel corso della serata, presentata da Michele Polo e Mojra Bearzot, la formazione friulana, attiva dal 2006, si è confrontata con altri otto fra gruppi musicali e cantautori in rappresentanza di diverse lingue parlate in Italia e nei paesi limitrofi. Primo a esibirsi Pascal Gamboni, cantante e chitarrista, che ha proposto il brano Co voi oz cun te (come stai?) in romancio, la lingua parlata in alcuni territori del cantone svizzero dei Grigioni affine al ladino e al friulano. Ancora in friulano, invece, il testo di in fors del gruppo rock Pantan. Nell’essenziale composizione chitarra, basso e batteria la voce graffiante di Ivan Moda ha cantato il triste e necessario abbandono dei paesi di montagna verso il lavoro delle città della pianura. Le caratteristiche sonorità della lingua sarda, hanno poi caratterizzato la canzone Trèmini (termini), della formazione Bentesoi: musica elettronica lo-fi, 8 bit, unita agli splendidi vocalizzi della cantante Claudia che, cosí come l’uso di strumenti tipici quali scacciapensieri e zufolo pastorale, richiamano la tradizione popolare folclorica dell’isola. Premiate dalla giuria, ma un po’ a sorpresa, solo con il secondo posto, si sono quindi esibite le Ganes (già sotto contratto con l’etichetta Sony/Bmg) formazione tutta al femminile composta dalle due sorelle Shuen al violino e dalla la cugina Maria alla chitarra. Con il brano Motivaziun le tre ragazze de La Valle in Sud Tirol, hanno presentato in ladino la loro particolare commistione fra musica pop e vocalizzi soul. Nel dialetto sloveno della Carinzia austriaca invece si sono esibiti i Bališ, che hanno reinterpretato con le loro tipiche sonorità del rock degli anni 70 un brano del 1938 scritto in memoria del primo sloveno vittima del regime nazista. Epic-metal e testo in lingua sarda è stato il mix esplosivo dei giovani Shardana, quarta formazione in concorso, che per la prima volta hanno presentato la loro Sa Battalla (la Battaglia) , fuori dalla loro regione. I Lou Seriol, dalla provincia di Cuneo, invece, hanno proposto il loro folk-rock in lingua occitana con la canzone Zigodon che nella tradizione di quei luoghi è una strega che mette i bastoni tra le ruote dei viaggiatori. Molto apprezzato, infine, il cantautore córso Stefan Casalta, come testimonia il premio della giuria tecnica: con la sua chitarra a dodici corde ha cantato Albasgia (Bravura) in cui descrive, mescolando world music a interferenze della tradizione, la condizione del poeta. In chiusura la breve session del pianista jazz di Gradisca di Sedegliano Glauco Venier che ha interpretato con straordinaria sensibilità alcuni brani popolari. Secondo Venier, infatti, i musicisti «sono al servizio di qualcosa che esiste già, la bravura sta nel reinterpretarlo per restituirlo al pubblico». Antonio Banchig ©RIPRODUZIONE RISERVATA

“Il glimuç de magne” libro per bambini a cura di D.Alessio e Dj Tubet - presentazione il 19/09/2010

Il 19 settembre verrà presentato per la prima volta al pubblico il libro:

“Il glimuç de magne

libri di cjantâ - libri di taiâ”

Il libro è una nuova edizione per l’infanzia “edzions il Tomat” con il sotegno dell’associazione Ermes di Colloredo e con il contributo della Provincia di Udine.

Il libro contiene disegni ,realizzati da Doriana Alessio,  che vanno ritagliati e colorati per formare dei piccoli animaletti di carta da appendere in casa.

Oltre ai disegni il libro contiene delle dolci rime in tema con l’animaletto in questione.

Le rime,ideate da Dj Tubet, possono essere lette imparate e cantate il lingua friulana grazie a un cd audio allegato che ripercorre il libro in ogni sua parte fungendo da strumento didattico utile per apprendere il friulano e i diversi stili di rappata e di musicalità dal ragga al funk al jazz all’hip hop.

vi aspetto

tal curtîl de ostarie di Parùs a Saramont di BUJE aes 6.15 di sere il  19/09/2010

nel cortile dell’osteria di Parùs a Sopramonte di Madonna di Buja alle 6.15 di sera il 19/09/2010

Anche Dj Tubet in una mostra fotografica di Nicola Picogna…dal 27 Agosto al 14 settembre presso la Libreria Feltrinelli di Udine

Sono orgoglioso di annunciarvi che presso la Feltrinelli Libri & Musica di Udine sarà possibile vedere la mostra fotografica di Nicola Picogna, “Dialoghi” contenente anche uno scatto che mi immortala in una veste molto provocante..

“Cerco le persone che hanno passione. Voglio esprimere quella parzialità che è in loro dominante
e che struttura i pensieri e le azioni di ciascuno. Mi metto allora in gioco e a questa energia affido
il dialogo che alimenta il senso di scambio, di utilità e di crescita umana.”


Il lavoro di Nicola Picogna è visibile su
www.battaglieroproduzioni.net
La mostra è visitabile dal 27 agosto al 14 settembre negli orari di apertura della libreria

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Nicola Picogna è nato a Cividale (Ud) nel 1979.
Nel 2003 ha conseguito il Diploma di laurea di Tecnico audiovisivo e multimediale presso l’Università degli studi di Udine.
Esperienze formative e professionali lo vedono attivo nel mondo della video scenografia teatrale e della video installazione.
Ha curato la fotografia di diversi video clip, cortometraggi, lungometraggi, occupandosi anche di regia.
Attualmente lavora presso uno dei più affermati studi fotografici nel settore dell’arredamento  e del design.