Dj Tubet feat Larson - Ricordi di un’estate
Il mio angolo di paradiso, narrato a video in una continua variazione di ritmo tra le immagini lampo del sogno, il vortice del risveglio, e il lento sfogliare del ricordo.
Ricordi di un’estate, è una traccia rappata in francese, italiano e friulano contenente gli echi delle vacanze estive a Nimis, un piccolo paese in provincia di Udine.
Registrata e masterizzata da Dj Tubet a Nimis (it)
Prodotta e Mixata da Larson a Domont (fr)
Video by Clabax
2 ore di freestyle in un unica sessione mattutina
Una mattina mi son svegliato ed ho deciso di raccontare un po’ la mia esperienza in rima nella mia lingua (il friulano) e di non spegnere il pc in registrazione finchè non mi fosse mancata l’ispirazione…il risultato una sessione casalinga e tranquilla di freestyle in friulano di 1 ora 51 minuti e 38 sec…
Ed ecco a voi i link per ascoltare la filosofia tubettica e per seguirne passo passo l’esperimento
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Intervista a Dj Tubet (pt5): Come mai hai deciso di fare rap in friulano?
“Parte 5 della trascrizione originale dell’intervista che tempo fà mi aveva fatto Alberto Pelus.. ” Tubet
A: Come mai hai deciso di fare rap in friulano?
T: E’ sempre stata la mia lingua, quindi è stata la mia anima che ha deciso per me. È stata la mia comunità che ha deciso che dovesse andare così. Il percorso era già stato avviato, io comunque lo avrei fatto lo stesso, poi sono entrato in un gruppo che già lo faceva e quindi sono riuscito ad andare avanti sempre con questa faccenda qua. L’uso del friulano è stato ed è indispensabile proprio a livello di sonorità, a livello di rappresentanza del luogo. Però è una cosa molto limitante e ci sono voluti dodici anni per riuscire a portare questa cosa in Italia e anche un po’ in Europa. Comunque è una lingua che non si può capire, al di fuori da chi la sa parlare, e siamo oltre lo slang. Infatti, il problema di chi come me usa un’altra lingua deriva dal fatto che quella è la lingua che usi di più, quindi la modificazione delle parole avviene all’interno di questa lingua. Quindi già è una lingua che la gente non capisce ed in più è modificata, e finisce che anche la tua comunità linguistica ne capisce poco. Specie quando l’mc è giovane, tende a parlare veramente della schiera di amici. Mi ricordo i primi testi sul girare a Udine, li potevamo capire solo noi. Quindi l’invenzione non avviene sull’italiano, come invece è avvenuta in chi nella nostra epoca usava l’italiano, mi riferisco a Bologna, Torino ecc. Veramente l’italiano rimane vergine, perch lo usi come lingua é convenzionale, lo usi com’è, l’accento si sente un po’ diverso ma non c’è modificazione, mentre c’è modificazione in questa lingua. Questo fa sì che non si crei uno slang, quindi una lingua convenzionale. Questo fa sì che chi come noi ha usato una lingua minoritaria (c’erano già degli esempi molto ben riusciti sul sardo) fosse proprio strano, eravamo proprio se fossimo alla fine di un’altra nazione. E lo siamo tutt’ora, così. Quindi la difficoltà in questo caso è iper, è molto più alta.
A: Pensi che il rap in una lingua minoritaria acquisisca significati diversi?
T: Si, perché proprio la struttura della lingua è diversa, gli accenti, i fonemi. Certi fonemi non ci sono nelle altre lingue. Quindi è più facile con un’altra lingua riprodurre la sonorità e l’aspetto originale della cultura, perché assomiglia più ad una lingua estera, perché di fatti lo è. Il significato che tocca è un significato identitario, è così per ogni comunità, però in questo caso la comunità linguistica è anche una comunità “territoriale” anche se non è un territorio fermo, perché ci sono più friulani in proporzione nel mondo che in Friuli, due volte tanto che non all’interno della regione. Però acquisisce proprio una rivendicazione di identità. Simile per quello che è successo un po’ con il giamaicano, potrebbe essere successo per Bob marley o per aspetti di meltin pot come lo SpanEnglish o di certe altre comunità di gang ecc. Lì, oltre che la lingua è proprio in gioco il rapporto fra le identità, cosa che con l’italiano non si verifica. E questa cosa qua subisce gli stessi procedimenti che subisce l’italiano slangato all’interno dell’hip-hop, quindi non è una cosa nuova, solo che il livello di incomprensibilità è maggiore e quindi il fenomeno agisce in maniera più rapida, più violenta, nel senso che è più accentato il divario; quindi alla fine è molto più limitante perché c’è meno scambio e proprio non ci si può capire. L’interesse delle altre comunità è minore e l’interesse interno è maggiore. Questo fa sì che le cose siano un po’ più complicate.
A: Credi che sia una limitazione dal punto di vista di bacino di pubblico?
T: Eh beh, si, lo è. Questo è il significato dell’hip-hop: la limitazione. Non abbiamo niente, con questo niente creiamo l’arte. Abbiamo la parola, beh, è già la canzone, abbiamo il corpo, è già il ballo, non abbiamo niente per far musica, abbiamo un giradischi che è già tutto. Non abbiamo …usiamo le bombolette. Tutto quel che abbiamo c’è già, perché è limitato, ma la limitazione crea il vincolo per avere una creatività maggiore. Questo lo si vede nel vincolo anche che si pongono gli mc ad esempio, parlavamo prima del 4 4, del freestyle, tutti questi vincoli metrici non fanno che accrescere il livello di creativit. Il vincolo di à una lingua diversa non fa che accrescere la forza interna, perché l’umiliazione che subisci di non essere capito è maggiore. Quindi la voglia di spaccare è più forte, di mettersi in gioco è più forte. Questo fa si che non riesci a muovere tanto, però quando muovi, muovi tutto d’un colpo ed è facile che sia interessante in pochi anni, quando funziona, come è successo a me per l’Europa, più che non per l’Italia. Quindi quando si muove si muove tutto d’un colpo. Invece per chi lavora con l’italiano anche slangato subisce di avere più pubblico però può essere più banale. E quindi avviene il fenomeno in maniera diversa, non è né meglio né peggio, certamente è molto più limitante, hai il pubblico più ristretto, è più ristretto perché il territorio è più piccolo, però è più vasto come interesse a livello di rete. Questo con l’avvento di internet ha cambiato molto le cose. Perché non si è soli, ma la vicinanza è tra chi ha la stessa limitazione. Quindi è più facile avere simpatie in altre lingue minoritarie e quindi in realtà ti crei una comunità di limitanza, questo è quello che avviene. Mentre per l’italiano crei una comunità più facilmente all’interno della stesa comunità linguistica.
A: Per quanto riguarda l’uso del friulano, hai avuto agevolazioni e soddisfazioni nella tua carriera che non avresti potuto avere con l’italiano?
T: Si e no, nel senso che quello che io posso fare adesso è quello che il lavoro sul friulano mi permette di fare. Io canto da dodici anni ma il fenomeno di rivendicazione nella musica è trentennale, una legge esiste da circa vent’anni. Agevolazioni economiche no, l’unica agevolazione che però è un’arma a doppio taglio, che è stata utile all’inizio, è stato il fatto che qua ci sono delle radio locali che possono passarti se fai qualcosa in friulano. Quindi, per gli artisti che fanno in friulano, risulta che dal niente possono apparire ad esempio sul giornale, possono avere un passaggio in radio.
“Il glimuç de magne” libro per bambini a cura di D.Alessio e Dj Tubet - presentazione il 19/09/2010
Il 19 settembre verrà presentato per la prima volta al pubblico il libro:
“Il glimuç de magne
libri di cjantâ - libri di taiâ”
Il libro è una nuova edizione per l’infanzia “edzions il Tomat” con il sotegno dell’associazione Ermes di Colloredo e con il contributo della Provincia di Udine.
Il libro contiene disegni ,realizzati da Doriana Alessio, che vanno ritagliati e colorati per formare dei piccoli animaletti di carta da appendere in casa.
Oltre ai disegni il libro contiene delle dolci rime in tema con l’animaletto in questione.
Le rime,ideate da Dj Tubet, possono essere lette imparate e cantate il lingua friulana grazie a un cd audio allegato che ripercorre il libro in ogni sua parte fungendo da strumento didattico utile per apprendere il friulano e i diversi stili di rappata e di musicalità dal ragga al funk al jazz all’hip hop.
vi aspetto
tal curtîl de ostarie di Parùs a Saramont di BUJE aes 6.15 di sere il 19/09/2010
nel cortile dell’osteria di Parùs a Sopramonte di Madonna di Buja alle 6.15 di sera il 19/09/2010