Intervista a Dj Tubet (pt7):Che cosa vuol dire per te rappresentare?

“Parte 7 della trascrizione originale dell’intervista che tempo fà mi aveva fatto Alberto Pelus.. ” Tubet

A: Che cosa vuol dire per te rappresentare?

T: L’ho già detto un po’ prima. “Represent represent, già so già sai” diceva qualcun altro. Le tre parole d’ordine che ho conosciuto dall’inizio del movimento erano tre: respect, represent e keep it real. Era un po’ l’etica dell’emcing, ogni arte aveva la sua etica, no? Insomma sappiamo il writer, il breaker … l’mc, quello che io ho capito all’inizio dagli altri che un po’ avevano fatto prima di me, un poì da solo, erano queste tre robe. Però il vero significato di cosa significa rappresentare l’ho capito con gli anni dopo, perché non era tanto ben chiaro,visto che gli mc appunto avevano 10 anni di distanza. Il mio gruppo preferito era A Tribe Called Quest, diceva Neffa: “so che viene da lontano, pace alla Zulu Nation, Afrika Bambaataa”. Ecco, la Zulu Nation è la prima roba che ho conosciuto anche io, a livello di termini, ma non si capiva bene cosa voleva dire quella cosa l,ì ho potuto capirlo anni dopo, per cui il concetto di represent era una parola d’ordine, era la parola chiave come diceva appunto Neffa. Difatti: “se capisci capisci, non do altre spiegazioni, il mio messaggio è a senso unico”, diceva Ice one, nel 94. Era l’intendere questo represent e non è che lo capivimolto quando iniziavi; qual’era il tuo ruolo, non lo potevi capire, sapevi che era questo dicta, tu rappresenti. “Io rappresento per l’hip-hop con le rime in italiano” diceva Neffa, ma adesso riesco a dare valore a quelle parole, all’epoca non capivi cosa voleva dire veramente. Perché le città erano anni luce, tanti anni separate. Quindi quello che capivi, lo capivi da un giornale che arrivava in  edicola e che lo conoscevi comunque 6 o 7 anni dopo da quando era partito e tiarrivava che era già scaduto, era già il mese dopo. Quindi non riuscivi a sapere dove erano le feste, lo sapevi in ritardo, non riuscivi ad avere i contatti col movimento, e non c’era gente che ne sapeva più di te. Quelli che hanno iniziato prima di me hanno iniziato a rappare ma a capire la cultura più o meno eravamo li, perché non c’era nessuno che poi in queste zone si è spinto a conoscere le altre zone italiane. Tutte le periferie hanno ragionato un poì così, perché le jam in Italia erano poche, erano grandi e chi ci andava? Ci andavi solo se avevi il livello; se avevi appena iniziato non andavi ad una jam dove c’erano i più mostri di break, di quello, di quell’altro, non avevi i soldi, non sapevi neanche come andare, come prendere una metropolitana, quindi eri tagliato fuori per anni. Ed eri dieci anni indietro quando iniziavi, quello che arrivava in tv era ormai gente che da 15 anni rappava, come li prendevi? Quindi cosa significa per me rappresentare, significa portare fuori il linguaggio, i problemi della tua quotidianità ma della tua comunità, un po’ occuparsi quasi in senso politico, in senso lato, non in senso politico stretto.

A: Cosa ne pensi dell’appropriazione del linguaggio hip-hop da parte della cultura mainstream o di altre subculture.

T: Penso che è inevitabile, ma penso che sia difficile da capire come per noi era difficile capire quando iniziavamo. La parola era difficile da capire perché la parola nasconde dietro un concetto, quindi nasconde dietro un comportamento, quindi una cultura, per noi era difficile capirla, adesso che l’abbiamo capita ci troviamo che, sfortunatamente, queste parole d’ordine e queste parole chiave girano per mano di bocche che sono l’opposto di quello che era il significato stesso, e quindi non hanno più valore, non hanno più senso. E quindi la sfida è ormai non tanto nella cultura, perché la cultura hip-hop ormai non esiste più come è partita. Ormai ogni disciplina è una cultura hip-hop a se stante, ed è un arcipelago di culture e contatti, ormai la lingua è talmente in movimento, lo slang è talmente in movimento che se la tenga pure il mainstream, tanto ormai i linguaggi sono velocissimi, anche i generi sono velocissimi nella loro modificazione, quindi non c’ quella staticit che è à c’era quando abbiamo iniziato, perché i media non sono più gli stessi, non ci sono le videocassette ed i giornali; ci sono i blog e quindi la cosa viaggia molto più veloce. Quindi che l’abbiano i media a me dispiace, ma tanto quello che hanno i media non è l’hip-hop che io so di conoscere, non possono avere il concetto che la mia generazione possiede, e la mia generazione hip-hop fa fatica a riconoscersi e a far comprendere quali erano e quali dovrebbero essere ancora i valori alla nuova generazione hip-hop. lo stesso mcing è cambiato, è importante la sfida, è importante l’insulto, non è importante tanto la ricerca linguistica, è importante l’efficacia, è importante la spacconeria, quindi è tutto capovolto. Per quello ce l’ha il mainstream, quando diventa così diffuso, diventa l’opposto del suo significato. Quindi tocca e toccherà a chi è dentro, più o meno dentro, ridisegnare le cose, e questo sta già succedendo.

A: Cosa pensi del linguaggio hip-hop delle nuove generazioni

T: Eh, è che non è solo il linguaggio, è il vestito, è il modo di porsi, che sta diventando un patrimonio comune. Anche una certa arroganza, che nell’hip-hop era diciamo l’autodifesa, la sfida era la crescita per il cambiamento, adesso è l’affermazione sociale in senso arrogante: non valgo non se non rappresento la mia comunità e se non ho un mio stile e un mio slang, non valgo se non sono visibile, se non ho tanti click su Youtube. Quindi tutto è la visibilità, anche nell’hip-hop. Tutto è stravolto, per darsi una visibilità adesso si deve andare con i pantaloni stretti e non con i pantaloni larghi, per cui cosa ne penso che c’è nelle nuove generazioni? Mi fa arrabbiare ma come ho detto prima non ci sono più i valori della mia generazione e quindi io continuo a rappresentare la mia generazione, a cercare i vestiti ormai quasi introvabili della mia epoca, a recuperare i vinili e la conoscenza che non ho ancora della mia epoca, con i libri di cui abbiamo discusso e a far rivivere nel mio esempio ancora la mia epoca, cercando il contatto con l’epoca nuova per vedere dove sta andando l’hip-hop, per essere sempre un tramite veicolare. È bello che l’abbiano tutti, mi piacerebbe che qualcuno rimanesse coi vecchi valori, e qualcuno c’è ancora di old school, per poter fare un punto di collegamento, per poter approfondire i termini. Perché altrimenti li facciamo patrimonio di tutti ma manca poi il significato culturale, manca poi l’esempio culturale. Allora poi diventano termini di tutti, ma sono la tag in un blog, non hanno più lo spessore della parola. Il rap è nato per dare dignità alla parola, il ruolo dell’mc è dare dignità alla parola. Ormai tutto è fretta, tutto è veloce, tutto è cambiamento, ma il rap ha fissato le parole; l’importanza la coscienza di un mc che conia nuove parole deve essere quello di dare dignit à alla parola, il nostro ruolo è questo. E quindi che l’abbiano le nuove generazioni va bene, è un punto di dialogo per approfondire nuovamente il discorso, forse per reinventare termini, forse per approfondirli, ma non per perdere dignità alla parola, non per lasciare che le parole siano dei suoni di accesso comune senza niente dietro, perché sarebbe la morte di tutto lo sforzo culturale di questa generazione hip-hop, sarebbe lo sforzo dell’old school andato perso per niente. Ecco, questo mi dispiacerebbe, e io spero che quelli che la sentono come me, che hanno approfondito negli anni il discorso, siano in grado domani di essere ancora credibili, di essere capiti e di poter avere uno scambio. Ok, tu sei un mc da battaglia, mi insegni questa cosa, io ti insegno le mie cose, insieme facciamo vedere tutti i lati della cultura, perché una volta l’hip-hop era più diversificato, adesso essendo più di patrimonio comune è più standardizzato, nei termini, in tutto, e quindi quasi quasi, per avere un’originalità bisogna capire da dove si è partiti. Quindi conoscere i termini, e l’amore che si approfondisce, deve passare attraverso i costumi; per me è irresistibile sapere qualcosa dell’old school, è irresistibile immaginarmi cosa vivevano queste persone… .

È questo il ruolo del rappresent, essere quello che hai studiato, quello che vorresti, quello che la tua comunità ti ha insegnato e ti ha regalato, sostanzialmente, lo sforzo della tua comunità. Sei eletto nella tua comunità senza voti.

A: O ti auto eleggi per rappresentare la tua comunità

T: In realtà ti auto eleggi, ti arroghi il diritto di essere eletto, ma se hai uno slang, uno stile sai quello che fai, i voti li hai.

A: qualche definizione tecnica di tecnica rap.

T: varia come per i breaker, capire i passi, per gli mc capire come chiamare le cose, o come forse qualcuno le ha già chiamate, o cosa significa quello o quell’altra tecnica Cmq al dil delgi stili metrici e musicali la rappata un flow cio un flusso à è ò di parole come queste cadono scorrono sul beat, contenuto: il tema del pezzo puo essere story telling se segue una storia o ego trip se segue un viaggio mentale…e in fine delivery cioè l’interpretazione quasi a livello di teatro style…quindi respirazione toni di voce ecc..